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PAY FOR SEAMEN MOSTRA FOTOGRAFICA DI FRANCESCO BELLINA A CURA DI ALDO PREMOLI

 Progetto vincitore Italian Council 2021 – Ministero della Cultura

Pray for Seamen unisce luoghi di geografie diverse tra il Mar Mediterraneo e l’Oceano Atlantico: Trapani in Sicilia, le isole Kerkennah in Tunisia e Jamestown ad Accra, in Ghana.

Questa scelta è motivata dal tentativo di rendere visibili le connessioni tra i luoghi apparentemente lontani, ma in realtà connessi dalle partiche economiche imposte dall’economia globale.

Attraverso le fotografie di Francesco Bellina, incontriamo uomini e donne cche fanno lo stesso mestiere: sono pescatori che osservano il declino dei mari e condividono le preoccupazioni per il loro futuro.

Utilizzano barche e reti da pesca che cambiano nella forma e nel colore ma portano con sé lo stesso significato

Sono uomini e donne con mani che portano con sé un bacino condiviso di conoscenze, bocche che raccontano storie nate dalle onde e aspettano solo di essere raccontate.  

Provenendo da una famiglia di pescatori, Bellina offre un ritratto intimo delle loro vite al di là delle mere preoccupazioni economiche e politiche.

Bellina invita a riconnetterci con la dimensione umana dell’immensa trasformazione socio-economica a cui stiamo assistendo.

Anche se fondamentalmente radicato nella realtà locale delle comunità costiere, Pray for Seamen è un appello globale che ci riguarda da vicino.

Negli ultimi due decenni, il lavoro dei pescatori di tutto il mondo è diventato sempre più difficile e precario. Lavorare per lunghe ore in orari poco gratificanti, spesso in condizioni pericolose, porta a riva sempre meno pescato. L’influenza del riscaldamento globale sui delicati ecosistemi e le pratiche di pesca industriale su larga scala hanno svuotato gli oceani, impoverendo sia i pescatori sia l’ambiente. Sebbene si tratti di fenomeni globali, le loro conseguenze sono altamente localizzate e possono essere osservate in diverse città portuali in Europa, Africa e oltre.

il fotografo siciliano esplora le rotte commerciali e i sistemi che governano il mare, offrendo così una visione inedita del patrimonio mediterraneo e del suo attuale posto all’interno delle reti globali. Come nel suo precedente lavoro Oriri, che documentava la tratta delle schiave sessuali nigeriane, Bellina si confronta ancora una volta con le ragioni e le rotte meno esposte della migrazione contemporanea

FRANCESCO BELLINA

Francesco Bellina (Trapani, 1989) è un fotografo con sede a Palermo. Il suo lavoro artistico si concentra principalmente su questioni socio-politiche contemporanee con particolare attenzione ai temi della migrazione e delle questioni climatiche. I suoi lavori sono stati pubblicati su importanti media internazionali come The Guardian, Al Jazeera, The Globe and Mail, Paris Match, Le Monde, Internazionale, L’Espresso, The Washington Post, tra gli altri. Lavora spesso con le ONG ed è un collaboratore di UNHCR, OMS e altri.

Nel 2016 e nel 2017 è stato nominato per il World Press Photo Joop Swart Masterclass. Nel 2018 il suo lavoro “Nigerian Connection” è stato inserito nel “Palermo Atlas” della biennale nomade europea Manifesta12 e OMA. Nello stesso anno, la sua opera “Tanakra” (2018), che raffigura il traffico umano tra Niger e Libia, è stata esposta all’Università di Neuchâtel in Svizzera, e presentata come studio socio-politico in conferenze all’Università di San Diego, California, allo Spring Hill College e altri. Nel 2019 è stato invitato per presentazioni alla mostra World Press Photo di Bari, Torino e Palermo (Italia) su “On a Gagné” (2019), una serie di immagini scattate a bordo della nave “Mare Jonio” durante un’operazione di salvataggio nel Mar Mediterraneo.

Nel 2020 ha terminato il progetto a lungo termine “Oriri” (2016-2020), che segue l’intreccio tra traffico sessuale e riti voodoo in Benin, Niger, Ghana, Nigeria e Sicilia. Il progetto è stato esposto a Palermo nel 2021 e a fine 2022 è uscito sotto forma di opera editoriale. Nel 2021 il suo progetto “Pray for Seamen”, curato da Izabela Anne Moren, promosso dal Ministro della Cultura italiano, ha vinto la decima edizione del fondo Italian Council. Nel 2022 il lavoro commissionato dall’OMS per documentare le attività dell’organizzazione a Palermo, Lesbo e Sarajevo è stato esposto al meeting annuale dell’organizzazione a Istanbul. Nel 2023 la sua mostra “Oriri” è stata esposta presso il Parlamento Europeo di Bruxelles. Nel 2023 viene pubblicata la sua seconda opera editoriale “Pray for Seamen”